La Sfida

“TEATRO ROMANO: IL GIOIELLO PIÙ SPLENDENTE DELLA NOSTRA CITTÀ”

“Finalmente ci siamo, un altro piccolo grande miracolo si sta per avverare a Terracina: dopo numerose traversie, si sta per realizzare il sogno di restituire l’area archeologica del Teatro Romano a quella funzione che essa ricopriva oltre duemila anni fa: ospitare eventi e manifestazioni culturali di altissimo livello.

Un teatro, che una volta riportato completamente alla luce, potrà contenere al suo interno oltre mille spettatori. La storia ci conferma che il ‘nostro’ teatro è uno dei pochi al mondo che i Romani hanno realizzato nel centro abitato di una città, per di più sul ciglio della Via Appia, la ‘Regina Viarum’.

Fin da quando abbiamo demolito tre anni fa l’edificio sulla cavea ed acquistato la palazzina che insiste sul portico post scaenam, abbiamo avuto la percezione di (ri)fare la storia. Un sacrificio economico per il Comune, un grande sacrificio personale per coloro che, in quelle palazzine, hanno vissuto per tutta la vita. A loro va il ringraziamento e l’affetto di tutti i terracinesi. Così come il nostro eterno ricordo va a coloro che sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale trovarono la morte, consentendoci nello stesso tempo di ritrovare un antico teatro di cui si era smarrita la memoria.

Grazie anche al contributo del MIBACT e della Soprintendenza ai Beni Archeologici, si potranno completare gli scavi archeologici e riportarlo alla luce. Un passo decisivo, direi storico, per recuperare una infrastruttura culturale monumentale destinata ad illustrare l’Italia, non solo Terracina, al cospetto del mondo. Vogliamo continuare a perseguire il più grande dei nostri sogni: un teatro antico in cui poter svolgere di nuovo le rappresentazioni teatrali, come accadeva allora.

Un traguardo da raggiungere a ogni costo, con il contributo emotivo ed economico di chiunque, cittadino o istituzione, ami la bellezza e la nostra storia condivisa. Un sogno che possiamo realizzare insieme, oggi, nel nome di coloro che ci hanno tramandato vestigia antiche straordinarie, ma soprattutto per amore delle prossime generazioni, e godere del loro ringraziamento per aver riportato la grande bellezza sul palcoscenico della grande storia della nostra città“.

Nicola Procaccini
Sindaco di Terracina

“ESEMPIO SIGNIFICATIVO DI SINERGIA FRA COMUNE, SOPRINTENDENZA E MINISTERO”

“Quello del restauro del Teatro Romano di Terracina rappresenta un esempio significativo di stretta collaborazione tra Comune, Soprintendenza e Organi centrali del Ministero dei Beni Culturali.

Grazie a finanziamenti cospicui ricevuti sotto varie forme (ordinari, straordinari ed europei) è partita un’operazione importante e complessa che riguarda aspetti di varia natura, da quelli del restauro tout-court, a quelli della valorizzazione dell’antica struttura teatrale, a quelli del recupero in un contesto paesaggistico straordinario che andrà, da ora in avanti, ancor più salvaguardato.

Il rapporto del teatro col centro storico e col paesaggio è sicuramente l’aspetto più rilevante che andrà curato durante le operazioni di restauro e di valorizzazione dell’intera area.

Nell’ottica di una riutilizzazione per manifestazioni teatrali, e quindi in continuità con l’uso antico e storicizzato della struttura, occorrerà, beninteso, prestare la massima cura ed attenzione per evitare ‘artificializzazioni’ o reintegrazioni dure ed eccessivamente massive della cavea, mantenendo anche il segno e la memoria di alcuni elementi post-classici sedimentatisi nell’area, a testimonianza di uno straordinario palinsesto archeologico-architettonico”.

Stefano Gizzi
Soprintendente ad interim per le Province di Latina, Frosinone e Rieti

“IL RECUPERO DEL TEATRO ROMANO RIVESTIRÀ UN’IMPORTANZA CAPITALE PER TERRACINA”

Una volta demolita la palazzina sovrastante l’area archeologica (il che richiederà un tempo indicativo di circa 3 o 4 mesi), verrà ripristinata la visione originale, in quanto dal Foro Emiliano, il teatro romano si vedrà quasi totalmente: un lavoro fondamentale, frutto della piena collaborazione tra Soprintendenza e Comune di Terracina.

Fatto questo, si procederà con gli scavi e i restauri, che risistemeranno la cavea, le strutture murarie, i pavimenti e gli intonaci, consolidando e mettendo in sicurezza il tutto. Si potrà quindi liberare il teatro dall’attuale copertura terrosa e restaurarlo totalmente. Dopodiché, partirà l’affidamento a professionisti del settore, riguardo alle progettazioni di ciò che deve essere realizzato, strutturalmente e staticamente, per quanto riguarda l’illuminazione, la ricostruzione e fruizione per i visitatori.

Inoltre, sempre in sinergia con il Comune, è stato progettato il sito Internet dedicato: esso avrà lo scopo primario di condividere in diretta le immagini dei lavori in corso: chiunque, collegandosi da qualunque parte del mondo, potrà visualizzare in tempo reale lo stato di avanzamento lavori e il ritrovamento di reperti archeologici, cosa che raramente viene effettuata nell’ambito degli scavi archeologici. Si tratta di un’operazione di massima trasparenza e di eccezionale innovazione, che personalmente trovo molto affascinante.

Infine, la riapertura del teatro romano comporterà necessari aggiustamenti nell’intero centro storico di Terracina, sia per quanto riguarda la viabilità, poiché si assisterà a un maggiore flusso di visitatori, sia dal punto di vista delle attività commerciali presenti in zona, per le quali sono sicuro che ci sarà un indotto economico notevole. Pertanto, il recupero dell’area archeologica del teatro romano non potrà che aumentare l’importanza di questa città, non solo dal punto di vista archeologico, ma anche da quello economico e turistico”.

Francesco Di Mario
Delegato Soprintendenza per le Province di Latina, Frosinone e Rieti