Piero Longo

Archeologo

Inquadramento topografico e

breve storia del rinvenimento dei graffiti

Nell’angolo N-E dell’attuale Piazza Municipio è visibile un breve tratto murario (lungo m. 9,15 ca., alto, nel punto maggiore, m. 3,00 e spesso cm. 70) con paramento, sia interno che esterno, in opera incerta, rivestita da un duplice strato di intonaco (arriccio cm. 1,2).

In un momento successivo, forse coevo alla costruzione del piancito forense, fu costruito, ad E di quello oggetto del nostro studio, un muro in opera reticolata, ed il vano riempito di terra, quest’ultima certamente in parte asportata quando, dovremmo essere nel XII secolo, venne costruita la casa-torre di Horatius Melior.

Sull’intonaco vennero incisi “ricordi” da parte di una serie di oggi (e, probabilmente, anche allora) ignoti personaggi: alcuni, modesti artisti, altri, ancor più modesti poeti, i cui gesti estemporanei servono oggi per apprezzare momenti storici fondamentali della storia di Roma, momenti (siamo intorno alla metà del I secolo a.C.) osservati e valutati da una sonnolenta colonia civium Romanorum, Terracina.

Disegno geometrico

E’ oggi impossibile comprendere appieno il perché di questo grosso disegno geometrico, che sembra proporre in scala la pianta del vicino teatro.